Ogni filo, prima o poi, passa di mano.
Educare significa accompagnare qualcuno finché sarà in grado di proseguire il proprio cammino.
Educare non significa riempire.
Significa far crescere.
Per molto tempo abbiamo immaginato l’educazione come un contenitore.
L’insegnante parla.
L’alunno ascolta.
L’adulto spiega.
Il bambino impara.
Ma la natura racconta una storia diversa.
Un albero non cresce perché qualcuno gli spiega come fare.
Cresce perché trova il terreno, la luce, l’acqua e il tempo necessari.
Ogni specie segue il proprio ritmo.
Nessuna cerca di diventare un’altra.
Forse anche l’educazione dovrebbe assomigliare un po’ di più a questo.
Prima della scuola esisteva la natura
È stata lei a insegnarci a osservare.
A collaborare.
A trovare soluzioni.
A prenderci cura gli uni degli altri.
Per questo continuo a considerarla la più grande insegnante.
Non trasmette nozioni.
Offre esperienze.
Ed è attraverso l’esperienza che impariamo davvero.
Quattro valori - una sola direzione
Durante uno degli ultimi anni trascorsi nella scuola pubblica portai in classe quattro oggetti.
Non servivano per spiegare una materia.
Servivano a ricordare un modo di stare al mondo.
- R.A.S.P. - Vai più a fondo della superficialità
Rispetto
Come il miele.
Nasce dalla collaborazione.
Attenzione
Come una lente.
Ci aiuta a vedere ciò che normalmente sfugge.
Silenzio
Come uno specchio.
Solo quando il rumore diminuisce possiamo vedere meglio noi stessi.
Partecipazione
Come un peso.
Ogni capacità cresce solo se viene allenata.
Oltre gli spazi chiusi
I quattro valori dell’educazione che ho scelto di condividere con i miei studenti avevano bisogno di un contenitore.
Scelsi una semplice scatola.
Per praticità, certo.
Ma anche perché ogni contenitore racconta qualcosa.
Era rivestita di carta argentata. L’argento è già un ottimo risultato, ma ricorda che si può sempre puntare un po’ più in alto.
Aveva anche un compito molto concreto: custodire, per qualche ora, i cellulari. Una scatola che conteneva altre scatole.
Ogni tanto, però, qualche scatola va anche aperta. O perfino rotta.
Sono le scatole delle abitudini, dei pregiudizi e degli schemi mentali che ci impediscono di guardare la realtà con occhi nuovi.
Per educare non servono strumenti complicati. Bastano valori antichi, la curiosità di osservare il mondo da prospettive diverse e il desiderio di imparare qualcosa che va oltre i programmi scolastici, ma rientra pienamente nel programma della vita.
Ogni civiltà ha attribuito un grande valore alle parole.
Con esse raccontiamo.
Insegniamo.
Consoliamo.
Ringraziamo.
Facciamo promesse.
Creiamo relazioni.
Ogni parola che scegliamo orienta il nostro modo di osservare la realtà.
Per questo considero il linguaggio uno degli strumenti educativi più potenti.
Educare significa anche imparare a usare parole che costruiscono, anziché distruggere.
Perché ogni parola lascia una traccia.
E ogni traccia può diventare un filo.
Come posso esserti utile?
Collaboro con scuole, associazioni, enti e realtà educative nella progettazione di percorsi
dedicati alla natura, alla creatività, all’osservazione e allo sviluppo delle competenze trasversali.
Ogni proposta nasce dal dialogo con chi la richiede.
Perché ogni gruppo ha caratteristiche, bisogni e obiettivi differenti.
Novità 2027: sviluppo dell'intuito nelle scuole - progetto pilota -
TI piacerebbe seguire questo filo?
👣 Le voste impressioni 👣
(Progetto "inglese con fumetti" marzo-maggio 2026)
