Per molti anni ho lavorato nel mondo della scuola e dell’insegnamento.
A un certo punto ho capito che alcune cose fondamentali non trovavano spazio:
l’esperienza diretta, la creatività, il contatto con la realtà e con sé stessi.
Da lì è iniziato un cambiamento.
Non mi sentivo più in sintonia con un sistema che spesso tende a standardizzare, più che a valorizzare le differenze.
Ho scelto quindi di uscire da quel contesto per sviluppare un approccio più libero, concreto e vicino alla vita reale.
Credo nel significato più autentico della parola “scuola”:
uno spazio di libertà.
Libertà di:
- apprendere
- esprimersi
- muoversi
- creare il proprio percorso
Mi riconosco in un principio antico e sempre attuale:
👉 Conosci te stesso
Quando si inizia davvero a conoscersi:
- cambia il modo di vedere le cose
- cambia il modo di reagire
- cambia la direzione
La realtà esterna smette di essere qualcosa da subire
e diventa qualcosa da comprendere e costruire.
Ognuno di noi parte da una storia, da un “racconto” ricevuto nel tempo.
Questo racconto può diventare un limite…
oppure un punto di partenza.
Il mio lavoro è aiutare a riconoscerlo, metterlo in discussione
e iniziare a costruire qualcosa di più personale e consapevole.
La mia vita oggi è semplice e vicina alla natura.
Non significa rifiutare il mondo moderno,
ma usare gli strumenti in modo consapevole.
Tecnologia inclusa.
Nel mio libro utilizzo una metafora semplice:
la vita è un percorso di salita.
Non serve essere “una cima” per iniziare.
Serve iniziare a salire.
E, passo dopo passo,
ci si accorge che molti limiti non sono reali,
ma solo percepiti.
Per me tecnologia significa questo:
strumenti utili a migliorare la vita e risolvere problemi.
Tra questi strumenti ci sono anche:
- la mente
- il corpo
- la capacità di attenzione
Credo che ogni persona abbia la possibilità di costruire il proprio percorso.
Non seguendo modelli standard,
ma partendo da sé.
Il mio lavoro è accompagnare in questo processo,
in modo pratico, concreto e accessibile, perché…
…ognuno ha il proprio filo da seguire.
Un filo che può intrecciarsi, annodarsi e sembrare impossibile da districare.
Ma il problema non è il filo.
È aver smesso di guardarlo con attenzione.
Ritrovare il proprio cammino non significa diventare qualcun altro.
Significa iniziare, poco alla volta, a rimettere ordine nel caos.
👣 Dove i progetti prendono piede
Ci sono idee che nascono su una scrivania disordinata.
Le mie, quasi sempre, nascono camminando.
Tra boschi, montagne e piccoli sentieri della Carnia, in un luogo che continua ogni giorno a insegnarmi qualcosa e dove prendono forma molte delle esperienze che propongo.
